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La Ionia d’Asia e l’isola di Chios

Siamo giunti oramai alla parte finale della “spedizione” e, dopo esserci spinti ad est, ai confini dell’Europa, invertiamo la rotta verso la Grecia per l’ultima tappa: l’isola di Chios.

L’isola greca di Chios si trova di fronte al Distretto di Cesme, una delle destinazioni più chic della Turchia, apprezzata per le acque cristalline e le sue spiagge dorate, nonché per la sua elegante marina, con numerosi ristoranti e localini.

Si salpa per la Grecia!

Salutata Kusadasi, si punta dritti a Cesme, dove ci aspetta il traghetto di Erturk Lines per Chios. Prima di imbarcarci però ci concediamo l’ultimo çay in uno dei numerosi cafè sulla marina di Cesme e un breve giro sul lungomare. Al calar del sole ci presentiamo al porto per il controllo passaporti e, dopo un lungo iter, finalmente salpiamo per Chios.

Chios è un’isola poco nota al turismo internazionale ed è frequentata soprattutto da greci. Questo ha fatto sì che che l’isola sia riuscita a conservare il suo spirito autentico e la sua “grecità“. Non ci sono resort né grandi alberghi, ma solo piccoli hotel a conduzione familiare. E’ inoltre meno accessibile rispetto ad altre isole, in quanto è raggiungibile solo con un volo interno da Atene o Salonicco (con Olympic Air o Astra Airlines) o con 8 ore di traghetto dal Pireo (con Blue Star Ferries). Questo può risultare forse un deterrente, ma le lunghe distanze e l’assenza di voli internazionali hanno scoraggiato l’arrivo del turismo di massa, che ha invece distrutto l’identità di altre isole, come Kos, Rodi, Santorini e Mykonos.

Il passato di Chios

Chios e Samos erano le due grandi isole, oggi appartenenti alla Grecia, della Ionia d’Asia. Ma l’isola  acquisì importanza solo a partire dal XIV secolo, quando la dominazione genovese diede vita ad un fiorente commercio legato alla produzione e all’ esportazione del mastice e degli agrumi.

Chios, è poi nota e citata in tutti i libri di storia e storia dell’arte per uno degli episodi più sanguinosi del XIX secolo: la Strage di Chio. Durante la Guerra d’Indipendenza greca (1821-1832), la popolazione ellenica fu vittima di numerose repressioni da parte dei turchi, i quali raggiunsero il culmine della loro ferocia proprio a Chios nel 1822, compiendo un massacro di circa 25.000 persone. L’episodio suscitò tanto scalpore che fu ripreso anche da molti intellettuali ed artisti europei, tra cui Delacroix, che ne dipinse l’orrore in un suo celebre quadro, oggi esposto al Louvre.

Delacroix, Il massacro di Scio, 1824.

L’oro dell’isola

Come vi dicevo, Chios ha costruito la sua ricchezza attorno al commercio del mastice e degli agrumi. Ma cos’è il mastice?!

Il mastice è una resina esistente solo a Chios. Gli alberi da cui viene ricavato crescono solo qui e ciò grazie al particolare microclima dell’isola e al suo suolo calcareo. Tale sostanza era già nota in antichità ed Ippocrate ne consigliava l’utilizzo per mantenere denti e gengive sane. I nostri nonni invece utilizzavano questa resina per riparare la gomma delle biciclette, ma oggi sono state riconosciute anche proprietà utili alla cura delle patologie dello stomaco. Per approfondimenti a riguardo vi rimando a questo link.

Ma Chios è anche l’isola degli agrumi, introdotti dai Genovesi sempre nel XIV secolo. La coltivazione di questi alberi da frutto, ed in particolare dei mandarini, che sono oggi prodotto DOP, si concentrò soprattutto nell’area di Kambos, a pochi chilometri dall’attuale Chios Town, capoluogo dell’isola, dove sorsero delle magnifiche case signorili con ampi giardini di agrumi e alte recinzioni in pietra per proteggerli dal vento. A tener viva la memoria e la storia di Kambos c’è l’Associazione Citrus, che ha allestito un piccolo museo in un’ ex casa padronale e organizza eventi per promuovere i prodotti derivanti dagli agrumi di Kambos.

L’area di Kambos è un complesso residenziale davvero unico dal punto di vista storico-architettonico, tanto che il Ministero della Cultura greco l’ha inserito nella lista dei siti posti sotto tutela. Proprio qui infatti ho scelto di alloggiare, al Mouzaliko Hotel, ex casa padronale restaurata ed immersa nel profumo dei suoi mandarini e ed aranci. Il piccolo hotel è gestito da Dimitris e la sua famiglia, persone dalla generosità infinita, che ci hanno coccolati e viziati con piccoli omaggi della tenuta, tra cui lacrime e liquore di mastice, liquore e succo di mandarino e lokoumades per colazione! Le lokoumades sono delle palline di pasta fritta servite con miele o nutella, dolce tradizionalmente domenicale per i greci: assolutamente consigliato ai golosi!

I villaggi del mastice

La caratteristica forse più particolare, che contraddistingue quest’isola della Grecia del Nord Egeo, è la regione del mastice, la “mastichochoria“, con i suoi villaggi medievali di Pirgi e Mestà.

Pirgi è chiamata “il villaggio dipinto” per via delle sue decorazioni murali a motivi geometrici, un assoluto unicum artistico. Il bianco e nero delle facciate è ravvivato dal rosso dei pomodori appesi fuori dalle case per farli essiccare e dai numerosi nonnini che giocano a carte o a dadi nei “kafeneio” del paese.

Mestà è invece un villaggio-fortezza medievale, così costruito per difendersi dalle incursioni dei pirati e dagli attacchi dei turchi. Questo villaggio, a differenza di Pirgi, è totalmente costruito in pietra con piccole finestre verso l’esterno. Il tempo qui sembra essersi fermato e la vita scorre tranquilla: le porte delle case sono aperte, i bambini giocano nelle piazzette e gli anziani siedono all’ombra dei portici o dei platani. Tutto sembra appartenere ad altri tempi.

Appuntamento con la storia

La regione del mastice è senza dubbio la peculiarità principale di quest’isola, ma la vera anima di Chios appartiene al villaggio di Anavatos e al Monastero di Nea Moni, oggi patrimonio Unesco. Questi due luoghi sono stati infatti teatro di sanguinose “spedizioni punitive” da parte dei turchi durante la Guerra d’Indipendenza. Nel 1822, durante la strage, gli ottomani assediarono il villaggio-fortezza di Anavatos, ma quando gli oppressori stavano ormai per piegare la resistenza, gli abitanti del villaggio, circa 3000, preferirono suicidarsi gettandosi nel burrone sotto la rocca, piuttosto di cadere in mano ai turchi. Anche il Monastero di Nea Moni si macchiò del sangue del suo popolo. I turchi, dopo la presa del monastero, non lasciarono alcun scampo ai monaci e a coloro ai quali essi avevano prestato rifugio.

Anavatos è sicuramente il luogo che più testimonia questa triste pagina di storia. Il villaggio è oggi totalmente disabitato, ma è stato parzialmente ristrutturato e messo in sicurezza per permettere la fruizione ai visitatori…Questo paesino arroccato è come un enorme mausoleo, nel quale si può entrare e respirare l’aria, ancora pesante, di quel tragico evento. Il vuoto ed il silenzio lasciati da quelle 3000 anime, è quasi agghiacciante. Camminando tra le abitazioni, un tempo brulicanti di vita, sembra quasi di poter percepire il dolore che hanno visto e vissuto quei muri.  Anavatos è un luogo simbolico che invita a soffermarsi e a riflettere, ad ascoltare le emozioni che esso trasmette e che lascia impresse nella nostra anima. Qualora decidiate di recarvi a Chios, Anavatos è assolutamente una tappa obbligatoria.

Nel blu dipinto di blu

Finora abbiamo parlato di arte e storia, ma è tempo anche di un po’ di relax!

Chios, un po’ come tutte le isole della Grecia, ha un mare eccezionale. Nel versante nord le spiagge sono generalmente sassose e non attrezzate, mentre nel versante sud-est prevalgono le spiagge sabbiose e servite. Le più belle, a mio parere, sono Agia Dynami, dai colori caraibici e poco frequentata, ideale per chi vuole godersi la tranquillità del mare, Komi Beach, pullulante di beach bar con musica Jazz e un campo da beach volley, Agios Isidoros, dove si può fare il bagno tuffandosi dalla chiesetta dedicata al Santo, Mavra Volia, la spiaggia dai sassi neri e Lefkathia Beach, ai piedi del castello genovese di Volissos.

Nel prossimo articolo vi parlerò di quello che è lo stile di vita dei locali e di come vivono l’estate in quest’isola speciale. Infatti, proprio nella spiaggia Lefkathia, vicino Volissos, mi è capitato di conoscere dei locali…che mi hanno letteralmente aperto un mondo! Da quell’incontro è cambiato il mio modo di vedere la Grecia, la cui immagine, nella mia mente, era puramente legata al mondo classico, visione molto lontana e totalmente differente da quella che è invece la Grecia di oggi…da qui è nato il mio amore per quest’isola, la Grecia e l’essenza del vivere greco. Ma di questo vi racconterò nel prossimo articolo, perchè da qui è iniziata decisamente un’altra vacanza…stay tuned!

Sognatrice e nostalgica, amo la storia, l’arte classica e l’attualità. Prediligo le destinazioni meno conosciute e rifuggo le masse di turisti. Mi piace entrare a contatto con la comunità locale e conoscerne i segreti. Destinazione preferita: i paesi del Mediterraneo.

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