• local taste,  Medio Oriente,  Ricette,  Taccuini,  VIAGGI

    Day 2: I quartieri di Beirut – I° parte

    Gemmayze, Achrafieh “Manouche?!” “How don’t you know it? It is religion here in Lebanon”, esclamò il barista del Cafè Em Nazih del Saifi, “Manouche, and Fairouz in the morning”. Era il classico barista sorridente, l’early bird amichevole che rallegrerebbe persino le difficili mattinate ipotese della sottoscritta, il tipo che ricordava che al terribile caffè e thè preferivo ogni giorno un Tropicana fresco, incoraggiandomi ad assaggiare diverse pietanze del menù ogni mattina. Veniva dalla Siria, uno di quei 2 milioni di profughi siriani che il Libano (6 milioni di abitanti) aveva accolto con lo scoppio del conflitto. Era uno dei fortunati ad aver trovato impiego in un paese già dilaniato dalla…

  • Medio Oriente,  Taccuini,  VIAGGI

    Quell’agosto, nel paese dei Cedri. Day one: Sognando Beirut

    La penna di Claudia Belgrado, 2 agosto 2019 “Comunque, il mio nome è Hassan”. Volevo atterrare seduta vicino al finestrino, come spero di fare ogni volta che raggiungo una nuova destinazione. Così avevo scomodato il mio gentile vicino, quella notte in cui io e Mary partimmo da Belgrado alla volta di Beirut, il 2 agosto 2019. Persa la coincidenza la notte precedente, passammo una giornata nel cuore della capitale balcanica, circondate da libanesi che attendevano di rientrare, chi proveniente dall’Italia, chi dal Nord America, chi da chissà dove. Air Serbia ci aveva destinati al Crowne Plaza di Belgrado, dove iniziammo ad avere il tempo di scrutare i nostri futuri ospiti.…

  • Israele,  Medio Oriente,  Taccuini

    Diari dalla Terra Santa – Val di Galilea

    Un giorno di fine ottobre, ore 22.50. Nazareth, Galilea. Betharram Institute. Scrivo accanto alla finestra anni settanta della mia cella. La vista è sulla downtown di Nazareth, un tappeto di luci in lontananza abitato dalla comunità musulmana. Io dormo in collina, dove vivono ebrei e cattolici. Sento in lontananza le celebrazioni dello Shabbat, è un venerdì sera di ottobre, e il profumo d’estate è ancora inebriante. Ho raggiunto l’Istituto Betharram con l’ultimo sovraffollato sherut del venerdì sera. Ogni venerdì dell’anno la Terra Santa cede a una dolce letargia: iniziano le celebrazioni religiose ebraiche, islamiche, cristiane, scade il tempo del lavoro. “Shabbat” in lingua ebraica significa “smettere”, è il giorno del…

  • Israele,  local taste,  Medio Oriente

    Let’s Kosher!

    Il cibo kosher, un argomento che dal ritorno del mio viaggio in Terra Santa continua ad incuriosirmi. Di recente infatti, ho partecipato ad un evento organizzato dalla Comunità Ebraica di Padova per conoscere i sapori della cucina kosher in Italia. Se avete intenzione di recarvi in Israele prossimamente, ecco cosa dovete sapere sulla cucina ebraica. Il Manifesto della cucina Kosher I criteri della “casherut”, le regole alimentari del giudaismo prescritte nella Torah, concernono la natura, la preparazione del cibo e le caratteristiche dei cibi di origine animale. E’ dalla citazione contenuta nel Deuteronomio “non solo di pane si vive” che si evince la quintessenza del principio alimentare “Kosher” (=”adeguato”), un…

  • Israele,  local taste,  Medio Oriente,  Taccuini,  VIAGGI

    Diari dalla Terra Santa – Tel Aviv

    Mercoledì 18 ottobre, Aeroporto di Malpensa. Destinazione Tel Aviv. Erano le 9 del mattino, la compagnia di volo israeliana Elal chiedeva di presentarsi con tre ore d’anticipo. In coda con me e mia madre, gruppi di pellegrini che attendevano di imbarcarsi per la “Terra Santa”, più o meno giovani. Partire per Israele non è così semplice. Ogni passeggero deve sottoporsi alle domande del personale di bordo prima di effettuare il check-in, a volte a ispezioni dei bagagli. Le domande sono di natura generale, personale e logistica. Viaggiare in gruppo con un tour operator è più semplice che soli, in questo caso la ragione del viaggio è presto detta. Viceversa, non…

  • Georgia,  Medio Oriente,  Taccuini,  VIAGGI

    Cronache dalla Georgia – Mtskheta e David Gareja

    Sono un po’ di giorni che dal mio studiolo in Nizami street, a Baku, farnetico su come e quando avrei potuto spingermi fino a Trebisonda, quella seconda volta che andai in Georgia. L’itinerario sarebbe iniziato da Tbilisi, avrei noleggiato una macchina, forse una di quelle jeep sgangherate che i cataloghi dei rental cars locali propinano fieramente a prezzi stracciati, e mi sarei diretta verso Batumi, sul Mar Nero, nell’antica Colchide. Dopo una breve pausa nella mondana località balneare, osannata dai georgiani, altresì nota come la “Las Vegas” della Georgia, avrei proseguito verso Sarpi, al confine con la Turchia. E da lì sarebbe iniziata l’avventura nell’oblio turco, verso Trabzon (Trebisonda), una…